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lunedì 26 gennaio 2026

La spiritualità ti sta svegliando ... o anestetizzando?


🔥 La spiritualità ti sta svegliando… o ti sta anestetizzando?

C’è una domanda scomoda che prima o poi arriva.
E quando arriva, fa rumore.

👉 Stai usando la spiritualità per crescere… o per evitare di guardarti davvero dentro?

Negli ultimi anni si parla ovunque di risveglio, consapevolezza, energia, vibrazioni alte.
Tutto bellissimo.
Ma c’è un lato di cui si parla poco — e che mette a disagio.

La spiritualità non è sempre luce.
A volte è fatica.
A volte è smettere di raccontarsi storie comode.

E invece cosa succede spesso?

✨ “Sono fatto così, è il mio karma”
✨ “È un nodo karmico, non posso farci nulla”
✨ “L’universo provvederà”

No.
A volte l’universo ti sta solo chiedendo di assumerti la responsabilità.

La Mappa dei Talenti non serve a dirti quanto sei speciale.
Serve a mostrarti dove ti stai sabotando.

Le costellazioni familiari non servono a dare colpe al passato.
Servono a smettere di ripetere gli stessi copioni.

Il vero lavoro interiore non ti coccola sempre.
A volte ti smonta.
A volte ti toglie le scuse.
A volte ti mette davanti a una verità che non avevi voglia di vedere.

E allora la domanda torna, più forte:

👉 Stai crescendo… o stai spiritualizzando la fuga?




Io non ho una risposta valida per tutti.
Ma so una cosa:
quando il lavoro è autentico, si sente.
E cambia qualcosa. Nella vita vera. Nei rapporti. Nelle scelte.

💬 Ora tocca a te:
secondo te, oggi, la spiritualità viene usata più come strumento di crescita o come anestetico emotivo?

Scrivilo nei commenti.
Qui non servono risposte perfette.
Servono risposte vere.



spiritualità consapevole, crescita personale autentica, lavoro interiore, costellazioni familiari, mappa dei talenti, risveglio spirituale, responsabilità personale

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#lavorointeriore
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#veritàscomode
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martedì 20 gennaio 2026

Ti senti ferma?Forse la vita sta cercando di parlarti.


Ci sono momenti in cui continui a fare tutto come prima,
ma qualcosa dentro si spegne.

Non sei triste.
Non sei depressa.
Semplicemente non ti riconosci più.

Spesso il corpo è il primo a dare segnali:
stanchezza, tensioni, respiro corto, insonnia.
Non per bloccarti, ma per fermarti.

Quando non ascolti ciò che senti,
la vita abbassa il volume delle distrazioni
e alza quello della verità.

Nel mio lavoro accompagno le persone proprio qui:
nel corpo che parla,
nelle radici familiari che condizionano,
nei talenti dimenticati,
nel bisogno di tornare a casa dentro sé.




Non serve cambiare tutto.
Serve iniziare ad ascoltare.

📩 Se senti che è il tuo momento, scrivimi.#risvegliointeriore

#sentirsibloccati
#consapevolezza
#ascoltodelcorpo
#crescitaspirituale
#cambiamentointeriore
#benessereolistico
#percorsopersonale
#corpoemente
#ritrovaresestessi


domenica 18 gennaio 2026

La parte in cui resisti e inizi a perderti

La parte in cui resisti (e inizi a perderti)

All’inizio resistere sembra forza.
Stringi i denti.
Vai avanti.
Ti dici che passerà.

E in effetti passa.
Passa tutto: l’entusiasmo, la voglia, il sentire.

Lei aveva deciso così: non cambiare.
Non adesso. Non è il momento.
C’è sempre qualcosa di più urgente di sé stessi, no?

Continuava a dire sì quando il corpo urlava no.
Continuava a restare dove non c’era più spazio.
Continuava a spiegarsi la vita invece di sentirla.

All’esterno funzionava.
Dentro… si stava spegnendo a rate.

La cosa più subdola non era il dolore.
Era l’abitudine.
Abituarsi a vivere a metà.
Abituarsi a non desiderare più.
Abituarsi a chiamare “normalità” ciò che in realtà era sopravvivenza.

Ogni tanto la vita bussava.
Un fastidio improvviso.
Un’emozione fuori posto.
Una domanda che tornava sempre uguale:

“È davvero tutto qui?”

Lei alzava il volume del mondo per non sentirla.

Finché un giorno non è successo niente di grave.
Ed è stato quello il problema.




Nessun crollo.
Nessun trauma.
Solo una mattina davanti allo specchio in cui non si è riconosciuta.

E lì ha capito il prezzo della resistenza:
non stava perdendo gli altri.
Stava perdendo sé stessa.

Resistere non l’aveva resa forte.
L’aveva resa distante.
Dal corpo. Dal desiderio. Dalla verità.

La resa non è arrivata come una sconfitta.
È arrivata come un respiro profondo.
Come quando smetti di nuotare controcorrente
e lasci finalmente andare ciò che non sei più.

Da lì è iniziato tutto.
Non con una soluzione.
Ma con una scelta minuscola e radicale: ascoltarsi.

Perché a volte non sei bloccata.
Sei solo rimasta troppo a lungo
nel posto che dovevi attraversare,
non abitare.


#raccontoprofondo #crisipersonale #crescitainteriore
#ascoltarsi #blocchiemotivi #stanchezzaemotiva
#trasformazione #rinascita #consapevolezza

Il giorno in cui non è successo niente...

l giorno in cui non è successo niente (ed è cambiato tutto)

Quel giorno non è successo niente.
Niente di clamoroso, niente svolte epiche, niente frasi da film.

Si è svegliata.
Ha guardato il soffitto.
E ha pensato: “Così non va.”

Non “così non va oggi”.
Non “così non va con lui”.
Ma così, in generale. La vita. Il ritmo. Il senso.

Fuori tutto era al suo posto.
Dentro… silenzio. Un silenzio strano, pesante, come quando la musica si ferma ma nessuno osa parlare.

Continuava a fare quello che faceva sempre: lavorare, rispondere, sorridere, tenere duro.
Era bravissima a far finta che bastasse.
Ma il corpo aveva già capito prima della testa.
Stanchezza senza motivo.
Fastidio senza nome.
Una nostalgia per qualcosa che non sapeva spiegare.

Una sera, tornando a casa, si è fermata.
Proprio lì.
In mezzo al niente.
E invece di scappare dal disagio, per la prima volta ci è rimasta dentro.




Ha sentito una frase salire piano, senza rumore:

“Non devi aggiustare la tua vita. Devi ascoltarla.”

In quel momento non è cambiato nulla fuori.
Ma dentro sì.

Ha iniziato a guardarsi con onestà.
A fare domande scomode.
A togliere strati, ruoli, aspettative non sue.

Non cercava più risposte immediate.
Cercava verità.

Ed è lì che ha capito una cosa fondamentale:
quando la vita si ferma, non è perché hai sbagliato strada.
È perché non puoi più far finta di non sapere.

Il dolore non era il nemico.
Era il messaggero.

Da quel giorno ha iniziato un percorso.
Lento. Profondo. Reale.
Non per diventare migliore, ma per diventare allineata.

E la cosa più assurda?
Non si è “sistemata”.
Si è ricordata chi era.

Se anche tu senti che qualcosa dentro di te si è spento…
non avere fretta di riaccenderlo.
Prima ascolta cosa vuole dirti.

Perché spesso il punto più buio
è solo il luogo esatto
in cui stai per tornare a casa.


#raccontodivita #trasformazioneinteriore #crescitapersonale
#consapevolezza #crisiemotiva #rinascita
#ascoltointeriore #blocchi #percorsodicambiamento

Quando la vita è ferma è un messaggio

Quando la vita è ferma non è una punizione, è un messaggio

Ci sono momenti in cui tutto sembra immobile.
La relazione non vibra più.
Il lavoro è diventato un loop infinito.
Le idee? In modalità aereo. ✈️

La sensazione è quella di essere su un binario morto: sei lì, il treno c’è, ma non parte.
Spoiler: non sei rotto. Sei in ascolto, anche se ancora non lo sai.

Quando la vita si blocca, spesso non sta chiedendo di resistere, ma di cambiare frequenza.
Il disagio non arriva per distruggerti, arriva per svegliarti.
È il segnale che stai crescendo più velocemente della vita che stai conducendo.

Molte persone aspettano “di sentirsi pronte”.
La verità è che la chiarezza arriva dopo la scelta, non prima.
Prima c’è solo una sensazione sottile:

“Così non mi basta più.”

Ed è già tantissimo.




Attraverso strumenti come il lavoro sulla consapevolezza, le mappe personali e il riequilibrio profondo, si può dare forma a quel caos apparente.
Non per diventare qualcun altro.
Ma per tornare te, versione aggiornata.

Se senti che qualcosa dentro di te sta spingendo, anche senza parole…
non ignorarlo.
È il punto esatto da cui nasce ogni vera trasformazione.

E no, non sei in ritardo.
Sei solo all’inizio. 😉


#crescitapersonale #consapevolezza #cambiamentodiVita #crisipersonale #rinascitainteriore
#ascoltarsi #blocchiemotivi #trasformazione #benessereinteriore #percorsopersonale

sabato 10 gennaio 2026

Consapevolezza corporea nella mia ginnastica Posturale


Consapevolezza corporea e ginnastica posturale: il corpo come guida, non come problema

Il corpo non va aggiustato.
Va ascoltato.

Nel mio lavoro parto da qui: il corpo non è un contenitore da correggere, ma un sistema intelligente che comunica continuamente. Ogni tensione, ogni dolore, ogni rigidità è un messaggio. Non un errore.

La consapevolezza corporea è il primo vero atto terapeutico: tornare a sentire cosa accade dentro, senza giudizio, senza forzature.

Il corpo registra tutto (e non dimentica nulla)

Il corpo assorbe emozioni, stress, adattamenti, traumi piccoli e grandi.
Spesso continuiamo a “funzionare” anche quando qualcosa dentro si è irrigidito, spento o contratto. Finché il corpo, con grande intelligenza, si fa sentire.

Dolori ricorrenti, stanchezza cronica, postura chiusa, respiro corto non arrivano a caso.
Arrivano quando è tempo di rallentare e ascoltare.

Consapevolezza corporea: sentire prima di capire

Nel mio metodo la consapevolezza corporea non è una tecnica mentale.
È un’esperienza diretta.

Significa imparare a:

  • percepire il respiro

  • riconoscere dove il corpo trattiene

  • osservare come reagisce a un movimento o a un’emozione

Quando senti il corpo, inizi a fidarti di lui.
E il corpo, quando è ascoltato, smette di difendersi.




Ginnastica posturale come spazio terapeutico

La ginnastica posturale, così come la propongo, non è ginnastica “meccanica”.
È un lavoro lento, guidato, consapevole, che accompagna il corpo a ritrovare equilibrio.

Attraverso movimenti semplici e mirati:

  • il corpo rilascia tensioni profonde

  • la postura si riequilibra senza sforzo

  • il respiro diventa più libero

  • la mente si calma

Non si tratta di fare di più, ma di fare meglio.
Di creare uno spazio sicuro in cui il corpo può tornare ad autoregolarsi.

Il corpo sa curarsi, se smettiamo di ostacolarlo

Uno dei punti centrali del mio lavoro è questo:
il corpo ha già le risorse per guarire.

Spesso non serve spingere, correggere o “resistere”.
Serve accompagnare.

Quando il movimento è consapevole:

  • il sistema nervoso si rilassa

  • il corpo rilascia ciò che non serve più

  • emerge una nuova stabilità, interna ed esterna

La ginnastica posturale diventa così un atto di cura, non di prestazione.

Tornare al corpo è tornare a sé

Viviamo spesso scollegati, sempre fuori, sempre avanti.
Il corpo ci riporta qui. Ora.

Lavorare con il corpo significa:

  • riconnettersi

  • rallentare

  • sentire

  • scegliere con più chiarezza

Il corpo non è un ostacolo alla crescita.
È la strada più diretta.

Quando impari ad ascoltarlo, smette di gridare.
E inizia a guidarti.


#consapevolezzacorporea #ginnasticaposturale #terapiadelcorpo #ascoltodelcorpo #movimentoconsapevole #postura #benesserepsicofisico #curadise #corpoemozioni #mina47

martedì 9 dicembre 2025

Il primo regalo da fare a te stessa per Natale... leggi


SMETTERE DI RIMANDARE: IL PRIMO REGALO DI NATALE DA FARE A TE STESSƏ 🎁✨

E iniziare finalmente a cambiare vita… un passo alla volta.

Ti è mai capitato di ripeterti: “Lo faccio domani”?
Spoiler: domani c’ha il calendario pieno da anni. E noi continuiamo ad aspettare quel giorno perfetto che… non esiste.

La verità un po’ scomoda — ma liberatoria — è questa:
il cambiamento arriva quando facciamo proprio quelle cose che ci pesano, ci turbano, o richiedono un pizzico di sacrificio.

✦ Alzarsi prima per muovere il corpo

(sì, anche quando il letto ti abbraccia più di chiunque altro)

✦ Fare una passeggiata dopo il lavoro

(anche quando la tua mente sussurra “divano…”)

✦ Cambiare una piccola abitudine

(quella che ti rallenta, ti ingabbia, ti tiene dove non vuoi più stare)

Sono proprio quelle micro-scelte scomode che aprono varchi di luce.
Perché fare le cose “diverse” da come siamo abituati è il modo più rapido per spostare la prospettiva, l’energia, e — sorpresa — anche la tua vita.


IL CORPO È LA PRIMA PORTA CHE SI APRE QUANDO SMETTI DI RIMANDARE





Muoversi all’aria aperta, camminare con consapevolezza, respirare in modo diverso:
tutto questo non è “fitness”.
È ritorno a te.
È un reset emotivo.
È una decisione che cambia i giorni… e cambia TE.

E se vuoi un modo semplice e guidato per iniziare, c’è una cosa che posso offrirti con il cuore in mano:

I miei Corsi di Camminata Posturale all’aperto.

Un percorso morbido ma potente, ideale proprio ORA, prima delle vacanze di Natale, per arrivare più leggera, più centrata, più viva.

Se senti che è il momento di smettere di rimandare,
scrivimi.
Partiamo subito.
Un passo fuori, un passo dentro di te. ✨


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domenica 7 dicembre 2025

Che belli i figli...

Ci sono momenti con i figli che sembrano piccoli… e invece cambiano tutto.
Un abbraccio più lungo, uno sguardo che dice “ti vedo”, una domanda fatta al momento giusto.
Sono istanti che parlano al cuore, anche quando non ce ne accorgiamo.

Nel mio lavoro accompagno i genitori a riscoprire questo legame attraverso la Mappa dei Talenti, che rivela le qualità profonde del bambino e del genitore,
e con le Costellazioni Sistemiche, che aiutano a sciogliere ciò che blocca la relazione e a rimettere amore e ruoli al loro posto.
Quando la struttura interiore si allinea, il rapporto si apre… e tutto torna a respirar


Ora voglio sentire te.
👉 Qual è il momento più prezioso che vivi con tuo figlio?
Quello che ti fa sentire “ecco, siamo proprio noi”.
Scrivilo nei commenti: quello che condividi potrebbe illuminare qualcun altro ✨

#genitorialitàconsapevole #mappadeitalenti #costellazionisistemiche #crescereinsieme #relazionigenitori #consapevolezza #educazionepositiva #mindbody #parentingitalia #maruschkaguide

L' equilibrio spezzato da una notifica

Ultimamente noto una cosa curiosa:
tutti cercano “equilibrio interiore”…
ma poi basta una notifica a farci perdere l’illuminazione raggiunta
sette secondi prima. ✨📱

Il corpo prova a restare zen,
la mente dice “organizzati”,
l’anima nel frattempo:
“Ragazza mia, respira o mi dimetto.”

Eppure, siamo convinti che sia complicato.
Spoiler elegante:
non lo è.
Il corpo parla in modo chiarissimo…
siamo noi che abbiamo messo la modalità “non disturbare” senza accorgercene.

Se ti piace l’idea di ritrovare leggerezza,
capire i messaggi sottili del corpo
e ridere un po’ mentre lo fai…



👉 Vieni a curiosare nei miei social.
Lì trasformo la consapevolezza in qualcosa di semplice,
bello da vivere
e (ogni tanto) ironicamente liberatorio. 🌿



#ConsapevolezzaElegante #BenessereOlistico #EnergiaFemminile #VibrazioniPositive #CrescitaInteriore #IroniaLeggera #MindBodySoul #EquilibrioEmotivo #HolisticLifeStyle #Mina47Essenza

lunedì 1 dicembre 2025

Ritrovare la postura e il respiro-la storia di Marialuisa


Ritrovare la Postura, Ritrovare Sé Stessa — La Storia di Marialuisa

Quando Marialuisa è entrata nel mio studio, aveva quella camminata un po’ insicura da “so che devo fare qualcosa, ma non so da dove iniziare”.
Le avevano detto che raddrizzare la postura le avrebbe migliorato persino il funzionamento degli organi interni. La respirazione, la digestione, il sonno… tutto, teoricamente, sarebbe tornato a fluire.

Lei però sospirò e mi disse:
Da sola non ce la faccio. Mi perdo.

E lì è iniziato il nostro viaggio.

✨ Prima fase: ascolto profondo
Abbiamo osservato insieme la sua postura: spalle chiuse, respiro corto, addome contratto come se stesse trattenendo qualcosa da troppo tempo.
Il corpo parlava chiarissimo.

✨ Seconda fase: esercizi personalizzati
Non esistono ricette generiche. Così abbiamo creato un percorso fatto per lei:
– movimenti morbidi per aprire la gabbia toracica
– esercizi di radicamento per alleggerire la zona lombare
– respirazione che accompagna, non forza
– piccoli gesti quotidiani per “ricordare” al corpo una nuova direzione

All’inizio tremava, rideva nervosa, si sentiva “goffa”.
Ci sta. Il corpo quando cambia fa sempre un po’ rumore.

✨ Terza fase: la svolta
Dopo qualche settimana, Marialuisa entra e mi dice:
Sto respirando meglio. Sento lo stomaco meno compresso. E… mi sento più presente.

E non era solo postura.
Era un riequilibrio generale, un ritorno al corpo come casa sicura.
La schiena si apriva, la camminata cambiava, gli organi… rispondevano meglio davvero.

Ci abbiamo lavorato insieme, passo dopo passo.
E alla fine ce l’ha fatta.
E oggi Marialuisa è una di quelle persone che quando entra in una stanza… si sente subito l’energia aperta, piena.




Perché te lo racconto?

Perché se senti che la tua postura sta parlando, se percepisci tensioni nei tuoi organi o nella respirazione, non devi farlo da sola.
Il corpo ha un linguaggio preciso. E insieme possiamo leggerlo, scioglierlo, trasformarlo.

📩 Se vuoi iniziare anche tu il tuo percorso, scrivimi.
Lo costruiamo insieme.


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Il mal di schiena di M.


Quando il corpo ti chiama per nome: la storia di M. e del suo mal di schiena

Entrò nel mio studio in punta di piedi.
Una donna sui cinquant’anni, elegante senza sforzo, lo sguardo di chi ha retto troppe cose troppo a lungo.
«Non ce la faccio più con questa schiena» mi disse. «Spalle rigide, cervicale di ferro. È come se portassi qualcosa che non è mio.»

Mentre parlava, il corpo rispondeva a modo suo: un respiro corto, le spalle sempre un po’ sollevate, il collo che cercava spazio.
La classica postura di chi non può permettersi di “abbassare la guardia”.

Il mal di schiena secondo le 5 Leggi Biologiche

Secondo le 5 Leggi Biologiche, ogni sintomo ha un senso, non è un nemico ma un messaggio.
La zona cervicale e le spalle parlano spesso di responsabilità, di carichi sentiti come troppo pesanti, di una spinta costante a “tenere tutto insieme”.
Non è fantasia: è il sentito biologico, il vissuto interno che la mente tace, ma il corpo no.

Nel suo racconto emerse pian piano ciò che la schiena stava trattenendo:
gli impegni familiari, un lavoro che richiedeva presenza anche quando non ne aveva più, e quella sensazione sottile – quasi invisibile – di dover essere sempre forte per tutti.

Uno di quei programmi interiori che ti fanno andare avanti… fino a quando il corpo non dice stop.

Il punto di svolta

Durante il lavoro corporeo, mentre le mani scivolavano sulla colonna e sulle fasce muscolari, avvenne la cosa più importante:
M. smise di trattenere.

Un sospiro profondo.
Poi un altro.
E le spalle finalmente scesero.

«Non devo più portare tutto io, vero?» chiese.
Fu in quel momento che la cervicale, così silenziosa e testarda, iniziò a sciogliersi.



Quando il sintomo diventa bussola

Oggi M. sta molto meglio.
Non perché “le ho sistemato la schiena”, ma perché abbiamo ascoltato insieme ciò che la schiena voleva dire.
Il sintomo non era un problema: era un messaggio.
E quando lo ascolti, la vita cambia direzione.


Se anche tu senti che il tuo corpo ti sta parlando, se un dolore ritorna ciclicamente come un promemoria che ti chiede attenzione… scrivimi.
Ti rispondo volentieri e, se vuoi, iniziamo a capire cosa il tuo corpo ha da raccontarti.


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Quegli errori che facciamo tutti (ma nessuno lo confessa)

Sai, ci sono certe cose che facciamo tutti, senza nemmeno accorgercene. Errori così… umani. Tipo quando rimandi qualcosa di importante e pen...