Giorno della Memoria: ricordare serve, se poi cambiamo davvero
Oggi è il Giorno della Memoria.
Si ricordano gli orrori del passato, le vite spezzate, l’umanità persa.
Ma c’è una domanda scomoda che vale la pena farsi, senza ipocrisie:
ci è davvero servito ricordare?
Se guardiamo il mondo di oggi, la risposta fa male.
Guerre, genocidi, persecuzioni, odio normalizzato, popoli divisi, esseri umani ridotti a numeri.
Cambiano i nomi, le bandiere, i social network.
La dinamica è sempre la stessa.
Il problema non è la memoria.
Il problema è che ricordiamo senza integrare, senza assumerci la responsabilità di cambiare comportamenti, linguaggi, scelte quotidiane.
La storia non si ripete perché è crudele.
Si ripete perché noi non impariamo.
Ricordare dovrebbe servire a riconoscere i segnali:
la disumanizzazione dell’altro
l’indifferenza travestita da neutralità
il silenzio di chi “non vuole schierarsi”
l’obbedienza cieca mascherata da dovere
Se il Giorno della Memoria resta solo una data sul calendario, un post condiviso, una frase fatta, allora sì: non è servito a nulla.
La memoria ha senso solo se diventa coscienza viva.
E la coscienza, quando è autentica, disturba, fa scegliere, fa prendere posizione.
Oggi ricordare non basta.
Serve il coraggio di non rifare gli stessi errori.
Ogni giorno. Anche quando è scomodo.
👉 Se ti va, ne parliamo insieme.
Mi piacerebbe aprire una discussione vera, senza slogan e senza risposte comode.
Perché il confronto, quando è onesto, è già un primo atto di responsabilità.
#GiornodellaMemoria
#MemoriaStorica
#NonDimenticare
#Responsabilità
#CoscienzaCollettiva
#MaiPiù
#Umanità
#Consapevolezza
#DialogoAperto
#PensieroCritico
















